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Ad ABCD abbiamo il piacere di ospitare quest’anno la nota agenzia di comunicazione educativa La Fabbrica. Rivolgiamo qualche domanda in proposito ad Alberto Merlati, fondatore e amministratore unico dell’agenzia.
Prima di tutto: come mai questa sua decisione di raccogliere il nostro invito a essere presente a Genova? La Fabbrica non poteva mancare dove si parla di “tutto quanto è di attualità nell’universo scuola, giovani e apprendimento”: siamo qui per raccogliere suggerimenti dal pubblico di insegnanti e dagli espositori e portare la nostra esperienza. Essere sempre vicini al mondo della scuola e dei giovani è il modo di concepire la comunicazione culturale che caratterizza la nostra agenzia e che ne ha fatto un’azienda leader internazionale dell’education marketing. Il tutto nasce dalla mia esperienza nel mondo editoriale in Garzanti, di cui sono stato direttore generale dal 1977 a quando ne sono uscito nel 1984 per dar vita a La Fabbrica. In quegli anni ho pensato fosse giunto il momento di aprire nuove strade alla comunicazione culturale, una scommessa ardita, che continua ininterrottamente ancora oggi e che potrei riassumere così: abbiamo scelto come primi interlocutori i giovani e li raggiungiamo nel loro ambiente sociale di eccellenza, la scuola, con progetti ludici che si inseriscono perfettamente nelle discipline curricolari. Per dialogare con loro in modo credibile ed efficace adottiamo tutte le tecniche emergenti della comunicazione multicanale – l’immancabile carta insieme ai new media, gli eventi e i laboratori, gli incontri con personaggi di successo, i kit didattici e i concorsi. Proponiamo temi legati alla vita reale, che oggi tutti riconoscono come importanti ma che negli anni ’80 non erano ancora considerati “cultura”, come la sicurezza stradale, l’ambiente, l’energia, gli stili di vita, il piacere di leggere, il risparmio visto come capacità progettuale. La Fabbrica ha aperto, in questo modo, un canale di comunicazione tra i responsabili istituzionali dell’educazione dei giovani – genitori, insegnanti, dirigenti e istituzioni scolastiche – e le forze sociali ed economiche che vogliono essere protagoniste del futuro di questi stessi giovani: aziende ed enti che vedono nella destinazione di risorse finanziarie a favore della formazione un atto di responsabilità sociale e un investimento strategico. Un atto di coraggio diceva. Lei che è stato campione nazionale di basket… Può considerare anche l’avventura La Fabbrica un successo come quelli che ha avuto da sportivo? Io sono ormai un allenatore in pensione. Quello che ho imparato da sportivo è l’importanza del gioco di squadra e la nostra agenzia è una squadra di persone che operano con motivazione e impegno. Oggi La Fabbrica ha oltre 200 addetti in tutto il mondo, con rappresentanti in 12 Paesi tra Europa e America, con sedi in Italia, Brasile, Argentina, Cile. Solo nella sede di Milano siamo in 70 professionisti in grado di organizzare dall’oggi al domani – anzi, i miei collaboratori dicono dall’oggi per ieri! - eventi, incontri con scienziati, laboratori didattici, kit di materiali didattici ludico-operativi per ogni tema di cui la scuola di ogni ordine e grado abbia l’urgenza di parlare. Ma soprattutto riusciamo a fare squadra anche con i nostri clienti - Aziende ed Enti- e con le decine e decine di migliaia di “amici docenti”. Pensi che quasi 250.000 tra docenti e dirigenti ci hanno autorizzato a inserire nel nostro data base i loro dati e indirizzi.
Insomma pronti a tutto e al passo con i tempi… E fate tutto da soli? Non da soli. A parte lavorare in stretto collegamento con i nostri clienti e con la scuola, abbiamo stabilito una serie di collaborazioni con aziende divenute poi parte del nostro gruppo, specializzate nei diversi settori, cito per esempio Laborattivi Edutainment, che realizza iniziative sul territorio, dai laboratori hand touch alle installazioni interattive multimediali, e Bandusia, una piccola, giovane e grintosa casa editrice. Come mai questo rapporto tra La Fabbrica e una casa editrice? È forse un ripensamento rispetto al passaggio dall’esperienza in Garzanti a La Fabbrica? Negli anni ’70 ebbi molte discussioni con Giulio Einaudi che riteneva che per un editore il libro fosse la sola cosa importante. Sono stato sempre convinto, invece, che per arrivare alla gente si debbano usare meccanismi variati. È quel che fa Bandusia, che ha dato vita a un progetto innovativo e originale, il Didatour, una rivista annuale che giunge gratuitamente agli insegnanti presentando offerte per il turismo scolastico di qualità. Le informazioni arrivano dagli Enti del territorio che hanno da offrire un contenuto importante per i viaggi di istruzione dei ragazzi. Bandusia, poi fa molto altro, per esempio giochi educativi adatti a un pubblico a partire dagli otto anni, su temi di interesse per gli Enti committenti – Regioni, Comuni, Università…
Quante idee! Ne avete altre in cantiere? Molte, che i visitatori di ABCD potranno conoscere dal vivo nello stand C18, dove potranno anche partecipare a divertenti attività di laboratorio con i nostri animatori! Intanto, chi ne vuole sapere di più può andare sul sito www.scuola.net , o raggiungerci a Milano nella nostra sede di via Lanino 5.
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