Fiera di Genova - 17|19 Novembre 10 - orario 9.00 - 18.30 Orientamenti ABCD - Salone dell'educazione e dell'orientamento Fiera di Genova Borsa del Turismo Scolastico e Studentesco
AREA STAMPA :- INTERVISTA DURANDO
INTERVISTA DURANDO
 

Negli ultimi anni l’interesse della scuola verso la tecnologia è aumentato significativamente, come dimostrato dall’utilizzo delle lavagne interattive multimediali e lo sviluppo del progetto classi 2.0. Con questi presupposti, come immagina la scuola del futuro?

La situazione attuale ci fa presumere che l’organizzazione della scuola del futuro sarà basata su alcuni elementi chiave, fra cui:

1. Pedagogia: Le valutazioni quantitative a livello europeo dimostrano che le TIC supportano tutti gli approcci pedagogici, ma alcune ricerche di tipo qualitativo indicano che il potenziale delle TIC e la loro resa sono superiori nelle aule in cui vengono seguiti modelli pedagogici più costruttivisti, in linea con i risultati delle recenti ricerche nel settore delle scienze cognitive, che prevedono apprendimento attivo, differenziazione e attività aperte. Alcuni studi indicano che gli ambienti scolastici di tipo costruttivista attrezzati con TIC in alcuni casi migliorano i risultati raggiunti dagli studenti , in particolare nelle aree svantaggiate e degli studenti di cultura diversa con un livello di base molto scarso1. Si ipotizza che nelle classi del futuro continueranno ad esistere approcci pedagogici diversi, ma è altamente probabile che aumenti l’interesse nel trovare nuovi modi in cui le TIC potranno supportare sia il modello costruttivista sia quello del costruttivismo sociale.

2. Genitori e alunni: Probabilmente genitori e alunni incentiveranno lo sviluppo di aule ad alto contenuto tecnologico, nonostante le preoccupazioni dei genitori legate a un radicale cambiamento dell’approccio pedagogico. Un utilizzo sempre maggiore delle piattaforme per l’apprendimento favorirà un più puntuale coinvolgimento dei genitori nell’educazione dei propri figli. I Ministeri dell’Istruzione in alcuni paesi stanno ricevendo notevoli pressioni da parte dei genitori per far sì che le scuole investano in tecnologie quali la lavagna interattiva multimediale, un trend che continuerà, sia per quanto riguarda le tecnologie di visualizzazione elettronica che altri dispositivi che possano coinvolgere in modo nuovo gli alunni. La società nel complesso si chiederà sempre di più perché gli alunni debbano “spegnersi” in aula e I bambini potrebbero diventare sempre più rumorosi se saranno costretti a farlo.

3. Insegnanti: L’insegnante sarà sempre il cuore pulsante di ogni processo di trasformazione che preveda l’utilizzo delle TIC nelle classi del futuro. Tutti gli studi confermano che fra 20/30 anni l’informatica sarà onnipresente, economica e invisibile nelle aule. La figura al centro di questo cambiamento epocale sarà l’insegnante, anche se il suo ruolo (in qualità di esperto, mentore, coach, facilitatore, ecc.) sicuramente avrà connotazioni diverse.

4. Luoghi dell’apprendimento: Non sarà economicamente possibile riprogettare radicalmente i luoghi fisici di apprendimento nella maggior parte delle scuole esistenti nei prossimi dieci anni. Tuttavia, se integrate in modo adeguato, le TIC hanno il potenziale necessario per cambiare significativamente le dinamiche dell’apprendimento all’interno delle aule convenzionali e possono incentivare l’apprendimento personalizzato e quello collaborativo. Ci sono inoltre maggiori opportunità per l’aula di diventare l’hub per l’apprendimento in rete che si svolge all’interno e all’esterno della scuola, se sarà possibile trovare soluzioni adeguate ai problemi legati alla gestione dell’aula e al cambiamento organizzativo.

5. Piattaforme per l’apprendimento: VLE (Ambienti per l’apprendimento virtuale), LMS (sistemi di gestione dell’apprendimento) e LCMS (Sistemi di gestione dei contenuti dell’apprendimento) continueranno ad avere un ruolo importante nelle scuole, in particolare per quanto riguarda la gestione dell’apprendimento, ma non hanno trasformato la pratica didattica quotidiana nella maggior parte delle scuole nell’arco temporale che era stato previsto. I nuovi e più fruibili strumenti web 2.0 e i software sociali porranno nuove sfide per le piattaforme per l’apprendimento convenzionali K-12, che offrono un sistema completo di strumenti integrati.   
 

6. Contenuti educativi: Negli ultimi anni i limiti degli standard contenutistici (ad esempio i contenuti SCORM), sono diventati sempre più evidenti, almeno in Europa, nel sostenere i modelli pedagogici innovativi K-12. L’attenzione sarà sempre più concentrata su nuovi standard emergenti, come ad esempio l’IMS Common Cartridge, che sembra avere un maggior potenziale per lo sviluppo di scenari di apprendimento misto e per il sostegno dell’insegnamento dei docenti e di gruppo. A livello scolastico, un numero crescente di insegnanti e alunni produrrà risorse open di alta qualità (contenuti generati dall’utente) che verranno condivise a livello europeo e globale. 

7. Accesso alle risorse oltre ai contenuti: L’esplosione di interesse nei confronti dei contenuti generate dall’utente e il social web sta evidenziando che l’apprendimento dovrebbe concentrarsi di più sull’organizzazione della rete intorno alle persone e le conversazioni che avvengono fra le stesse e non limitarsi a fornire dei contenuti. I nuovi approcci alla gestione dell’identità e alle tecnologie Web 3.0 permetteranno agli alunni nelle classi tradizionali non solo, come già accade, di trovare e utilizzare un’ampia gamma di risorse per l’apprendimento digitali, ma anche di collegarsi più facilmente con esperti della materia studiata, mentori e altri discenti.

8. Cambiamenti organizzativi: Conseguentemente alle tendenze fin qui delineate, le scuole dovranno probabilmente affrontare nuove sfide organizzative che potrebbero richiedere nuovi approcci nei confronti della gestione delle TIC da parte dell’aula e dell’intero sistema scolastico. Sarà necessario realizzare nuovi studi sui processi di cambiamento nelle scuole per valutare la portata delle occasioni informali di apprendimento al di fuori della scuola e il loro impatto sui metodi di erogazione della formazione in aula.

9. Educazione dei docenti: È stata dimostrata2 l’importanza della qualità del corpo insegnante nel sistema educativo mondo-classe. Gli insegnanti in Europa sono favorevoli all’utilizzo della tecnologia3 e la utilizzano al di fuori dell’aula, ma necessitano di sostegno e formazioni di qualità sugli approcci pedagogici all’interno delle classi. Sarà necessario adottare nuovi metodi e nuovi approcci per la formazione continua e per la crescita professionale per garantire la preparazione pedagogica e tecnica specifica del corpo docente necessaria nelle aule del futuro. Fra questi, l’apprendimento fra pari, le comunità di pratica, corsi modulari on-line “al bisogno”, e formatori affidabili con esperienza nell’insegnamento con l’utilizzo delle TIC.

10. Valutazione: i modelli di valutazione finale nelle scuole possono risultare resistenti ai cambiamenti, anche se alcuni paesi, come la Danimarca, consentono l’utilizzo di computer collegati a Internet per lo svolgimento degli esami nelle scuole di livello superiore. L’utilizzo di Internet per prove di valutazione ed esami va di pari passo con la necessità di valutare un altro tipo di competenza. La tecnologia nelle aule del futuro potrebbe comunque avere un significativo impatto sui modelli di valutazione formativa e diventare parte rilevante della pratica didattica. Il feedback in tempo reale sul rendimento dei discenti, ad esempio, con un confronto con i risultati precedenti e con quelli dei compagni di classe, a livello locale e nazionale, ha una funzione altamente motivante e offre a genitori e potenziali datori di lavoro un quadro più completo dei risultati raggiunti dallo studente e il suo potenziale futuro. L’ampia disponibilità di dati permette a studenti e insegnanti/tutor di progettare percorsi scolastici adeguati a progressi individuali e allo stile d’apprendimento.

Quali consigli darebbe a una scuola che intenda seguire un percorso di cambiamento radicale nel campo delle tecnologie didattiche? Quest’anno Eminent si svolgerà in concomitanza con Eminent ABCD, il salone italiano dell’istruzione. Quali lezioni possono apprendere le scuole italiane dalle scuole europee?

Per rispondere a questa domanda, vorrei innanzitutto suggerire alle scuole di stabilire la velocità con cui intendono implementare i cambiamenti nel loro modo di adottare e utilizzare le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione. Qualsiasi cambiamento radicale collegato alla tecnologia richiede grandi adattamenti di tipo organizzativo all’interno della scuola ed è facile sottovalutare la difficoltà di tale transizione. Le scuole che una soluzione tecnologica a breve termine difficilmente comporterà un conseguente cambiamento negli schemi didattici e di apprendimento. Un cambiamento sostenibile e più integrato deriva più facilmente da un processo progressivo e incrementale nel quale la scuola sviluppa e si impegna ad adottare una strategia TIC a lungo termine.

Sulla base di tale affermazione, credo che la maggior parte degli ambienti didattici si concentreranno in prima analisi sui seguenti aspetti:

1) Si concentreranno sull’apprendimento del discente, con un diverso ruolo chiave dell’insegnante.
2) Ricercheranno e offriranno soluzioni che favoriscano una maggiore autonomia degli alunni.
3) Saranno altamente personalizzati, sulla base delle differenze personali e del feedback individuale.
4) Saranno sociali e offriranno l’opportunità di seguire percorsi di apprendimento di gruppo grazie alla cooperazione fra gli alunni, la comunità e gli esperti esterni.

Le TIC sono ora considerate come strumenti al servizio di ogni elemento del programma didattico, fra cui le attività di valutazione. Ciò di cui hanno bisogno molte scuole in primo luogo e trovare un modo in cui le TIC possano supportare un progetto pedagogico che coinvolga il maggior numero possibile di alunni e i cui vantaggi siano visibili a tutte le parti interessate. Una strategia scolastica complessiva per l’uso delle TIC può basarsi su questo presupposto. Ma non esiste nessuna “formula magica”. Ogni scuola deve lavorare duramente per sviluppare le prime idee progettuali adeguate a situazioni specifiche. 

La sfida consiste nel creare ambienti luoghi dell’apprendimento più efficienti grazie al supporto delle TIC, riconoscendo che esiste ancora un notevole gap fra la retorica di alcuni “predicatori” delle TIC e la pratica e le politiche attualmente applicate a livello nazionale e locale.

Esiste un gap fra le scuole italiane e quelle europee? Se sì, quali sono le azioni principali da intraprendere per colmare il divario e allinearsi?

Si può affermare che esista un gap solo si è convinti dell’esistenza di una qualche norma europea che funga da elemento di confronto per valutare la misura in cui le scuole italiane stanno sfruttando le TIC e, onestamente, non mi pare sia questo il caso. I sistemi educativi sono profondamente radicati nella storia e nella tradizione del paese. Conseguentemente, si differenziano per molti aspetti, elemento che arricchisce e diversifica l’Europa. In molti dei nostri progetti , abbiamo visto esempi eccellenti di scuole e insegnanti italiani altamente innovativi.  Alcuni paesi in Europa sono maggiormente avanzati nell’utilizzo delle strutture informatiche e degli hardware, ma niente mi fa pensare che i docenti italiani non siano in grado di sfruttare un qualsiasi tipo di tecnologia a loro disposizione.

In Europa, le scuole affrontano sfide comuni e cercano di capire come le TIC possono aiutarle in tal senso.

È interessante sottolineare che in Italia sono già stati fatti notevoli investimenti nella formazione degli insegnanti per l’utilizzo delle TIC nelle scuole e nell’utilizzo della formazione a distanza per l’aggiornamento professionale attraverso la piattaforma Puntoedu. L’utilizzo dell’e-learning per l’aggiornamento professionale aiuta gli insegnanti a capire come a loro volta possono sfruttare il potenziale delle TIC per insegnare ai propri alunni. Il progetto Classe 2.0 è un’altra iniziativa specifica lanciata dal Ministero dell’Istruzione. Ci sono state altre iniziative per la certificazione degli insegnanti nel campo delle TIC che prevedevano un maggior utilizzo pedagogico delle TIC.

SI pensa che l’educazione sia in crisi in molti paesi europei. Tuttavia, European Schoolnet è convinta che tale crisi non sarà fatale. Dobbiamo concentrarci su come possiamo adeguare le scuole alle società che stanno attraversando profondi cambiamenti dei propri valori e dei comportamenti ad un ritmo mai sperimentato prima. European Schoolnet sta vagliando una serie di strumenti per aiutare il sistema educativo e le scuole ad adattarsi a tali cambiamenti. Tutti i responsabili del sistema educativo, in particolare i ministeri dell’educazione, in alcuni casi in collaborazione con il settore industriale, stanno cercando di capire come le TIC possono aiutare in un contesto di questo tipo e come sia possibile dotare tutti gli studenti di tutti gli strumenti informatici considerati fondamentali. È importante sottolineare che l’innovazione è quotidiana nelle scuole.

La sfida principale è trovare il modo migliore per sostenere tale innovazione nel contesto implementato dagli insegnanti e cercare nuovi modi per coinvolgere il sistema educativo nel suo complesso in un processo dinamico e flessibile al tempo stesso, in grado di tenere in considerazione i contesti e le iniziative locali. Questo è l’aspetto chiave dell’innovazione: non si può imporre, ma è necessario implementare le condizioni che ne permettano lo sviluppo nelle mani di coloro che si occupano quotidianamente di educazione, ovvero i dirigenti scolastici, gli insegnanti e il personale scolastico.

1 Le fonti sono studi realizzati/rivisti nell’ambito dello studio STEPS sull’impatto delle TIC sulla suola primaria (http://steps.eun.org), non ancora pubblicati.

2 How the World’s Best Performing School Systems Come Out on Top, McKinsey & Co., 2007
http://www.mckinsey.com/locations/UK_Ireland/~/media/Reports/UKI/Education_report.ashx

3 STEPS report 2009 - vedere WP6


I viaggi di Tels: idee di viaggio in inglese
La Certificazione Pedagogica Europea sull'uso delle TIC
BIG CLASS ROOM e SMALL CLASS ROOM
Epson si mette in vetrina ad ABCD
Avagliano iSchool e la Tecno Aula
Alpha Test e l’apprendimento efficace e tecnologico
AUTUNNO 2011: Spazio Europa ad ABCD
Zanichelli e la didattica digitale
L'esordio di Telecom Italia
Mitsubishi Electric e il mercato Educational
Il MiBAC punta sui social network
EICO-ITALIA: l'osteopatia sbarca ad ABCD
Il progetto Sloop2desc
Camax Ds: Ritorno con sorpresa
Compilatio.net e il software antiplagio
Panasonic e l'impegno ambientale
La Sicilia cresce nei consensi
Intervista esclusiva a Marc Durando
Presentato il salone Orientamenti
eTwinning esordisce ad ABCD

Synergie ad ABCD con un'agenda di dimostrazioni

Bludis e le Soluzioni Interattive Multimedali
Gulliver esordisce ad ABCD
WEP, uno sponsor d'eccezione
La rete dei parchi e il "Laboratorio della Conoscenza"
La Regione Liguria valorizza il turismo
FIPAV presenta Beach&Volley School
Le bellezze di Bergamo ad ABCD
ANP partner del Salone: focus sui DSA
Ligra e l'approccio formativo-congressuale
Bottega solidale e il laboratorio didattico interattivo
IEMO ad ABCD
ABCD e il progetto Bampè
I laboratori alimentari interattivi ad ABCD
Eco: "Viaggiare, studiare, lavorare..."
MidiWare e le soluzioni in campo musicale
Tuttoscuola: l'accento sull'informazione scolastica
CFA: l'esperienza teatrale ad ABCD
Incontra gli esperti Alpha Test e prova il test di ammissione!
L’USR per la Liguria ad ABCD
La Fabbrica ad ABCD: quando la scuola...
Edu-Tech Magazine: tecnologie per la scuola
Tuttoscuola: una sorpresa per gli iscritti alla newsletter di ABCD