Le aziende chiedono le “soft skills”. Vieni a scoprire le tue al Salone ABCD+Orientamenti

Le hard skills ti fanno ottenere il colloquio, ma hai bisogno delle soft skills per ottenere il lavoro e mantenerlo

Vieni a scoprirle e allegale al tuo CV

 

2014_soft_skillsCosa sono le soft skills e perché è importante conoscere le proprie e saperle valorizzare? Ce ne parla Beatrice Crippa Muti, responsabile per la For Sas. Insieme ai sui collaboratori, ad ABCD+Orientamenti sarà a disposizione di studenti, diplomati e laureati per aiutarli a valutare le proprie soft skills.

 

Sono sempre di più le richieste da parte di imprenditori e lavoratori di tutta Europa di una corretta valutazione delle competenze imprenditoriali trasversali: Daiss2 – Diagnostics for Enterprise Soft Skills, un progetto cofinanziato dalla Commissione Europea nell’ambito del programma LifeLong Learning, sottoprogramma Leonardo da Vinci – Trasferimento dell’innovazione iniziato a Ottobre 2013 e che si concluderà a Settembre 2015, nasce proprio per rispondere a queste esigenze.

 

Le ricerche e l’esperienza dell’ente capofila del progetto, l’Apricot Training Management LTD, spin off dell’Università di Loughborough e validato dall’Università di Cambridge, illustrano l’esistenza di un consistente numero di ideatori e aspiranti imprenditori a cui mancano le competenze necessarie all’avvio di un’impresa. Per questo il gruppo di lavoro, coordinati da ATM, due enti di formazione italiani (FORSAS e ASEV), uno rumeno (IPA SA) un’azienda di consulenza bulgara (Industry Watch Group Ltd), un centro cipriota per la ricerca e l’educazione (SYNTHESIS) e la Fondazione universitaria iberoamericana, Funiber è così ampio e internazionale. L’esigenza di valutazione delle soft skill è ormai una necessità del mondo del lavoro.

 

Beatrice Crippa Muti- responsabile per la For Sas -Ente di formazione accreditato dalla regione Liguria che si occupa di professionale per le piccole e medie imprese e di progetti europei- ci spiega come è nato il progetto Daiss 2 e perché i visitatori del Salone Orientamenti non devono perdere l’occasione di testare le valutare le proprie soft skills.

 

“Daiss 2, prosecuzione del progetto Daiss è un trasferimento di innovazione di una piattaforma di diagnostica delle soft skills validata da Cambridge e dall’associazione europea degli psicologi. Grazie ad un sofisticato test, il The Self Awareness Footprint®, si possono identificare le soft skills e ottenere i report corrispondenti”.

 

Ma perché è importante valutare le proprie soft skills e perché le aziende europee hanno incominciato a richiedere anche queste competenze allegate ai cv dei candidati?

 

Tutti conoscono la differenza tra hard skills e soft skills nel mondo del lavoro. Mentre le prime sono le competenze tecniche e professionali proprie del settore specifico, le seconde sono le “competenze trasversali”, ovvero quelle capacità che raggruppano le qualità personali, l’atteggiamento in ambito lavorativo e le conoscenze nel campo delle relazioni interpersonali. Quello che non tutti sanno è l’importanza crescente che queste competenze stanno assumendo soprattutto in fase di ricerca d’impiego quando diventa essenziale per il candidato dimostrare di possedere altro oltre alle capacità tecniche apprese a scuola.

 

Le soft skills possono rappresentare quindi un fattore decisivo nella scelta del miglior candidato per un posto di lavoro?

 

Diventa fondamentale dimostrare di sapersi adattare pienamente all’ambiente di lavoro nel quale ci si trova ad operare, di saper gestire il proprio lavoro e i propri rapporti, affrontare situazioni di stress. Ma non solo, dovrà dimostrare di avere capacità comunicativa, sia verbale che fisica e gestuale, nonché propensione all’empatia.

 

Cosa valuta in particolare il test?

 

In particolare valuta l’imprenditorialità concepita in senso ampio, non solo come avvio di impresa ma anche come competenza del lavoratore, nella valutazione delle sue capacità di gestione del rischio, e di creatività.

 

In che modo il test può valutare queste caratteristiche?

 

Il test è complesso, si tratta di 29 domande a risposte multiple a cui bisogna rispondere d’impulso. L’incrocio delle risposte permette di identificare le soft skills. Facciamo un esempio: la domanda 16 chiede di scegliere l’opzione che “ti descrive di più” e che “ti descrive di meno” tra le seguenti 4 risposte: dotato di riguardo verso gli altri, tendo ad evitare le seccature, felice, apprezzo le sfide. E così via le altre domande. Alla fine il quadro è completo e il profilo sarà personalizzato.

 

Quali e quanti sono i profili che emergono dall’analisi dei dati?

 

I profili psicologici che sono fondamentalmente 4: il driver, colui che è sicuro di se e vuole risultati immediati, apprezza le sfide e le novità e cerca ruoli di responsabilità; l’influencer che ha bisogno dell’approvazione degli altri, è estroverso e impulsivo; lo steadier che apprezza le cose stabili e organizzate, ottimo esecutore il calculator è metodico, lavora secondo alti standard ed è molto preciso. I report però sono tantissimi perché incrociano i modelli di base e danno quindi valutazioni personalizzate.

 

Si parla sempre più spesso anche di candidate feedback, in cosa consiste?

 

E’ un’altra possibilità per chi utilizza la piattaforma, anche se non fa parte di queste progetto. Si può infatti ottenere anche il candidate feedback da allegare al proprio cv che permette di matchare il proprio profilo delle soft skills con il profilo ideale delle aziende.

 

Quale successo sta avendo il progetto e quali risvolti positivi potrà avere a livello europeo entro settembre 2015?

 

Dal settembre 2012 ad oggi la piattaforma è stata utilizzata da oltre 7000 persone. Vuol dire che l’interesse, anche da parte dei singoli, per le soft skills sta aumentando. In questi mesi, poi, 12 enti di formazione potranno formare i propri operatori che riceveranno la formazione necessaria a utilizzare gli strumenti psicometrici per l’identificazione delle soft skills per l’imprenditoria; inoltre. 60 operatori di enti di 6 paesi diversi verranno formati in modo da essere capaci di lavorare professionalmente con i target group di riferimento e 600 adulti in cerca di lavoro riceveranno il report sulle capacità imprenditoriali, un feedback dettagliato e un supporto continuativo in linea con il loro stile di apprendimento. Ma non solo, nascerà anche un manuale completo per gli orientatori e verranno fatti report di valutazione e case studies che racconteranno una serie di implementazioni con risultati contrastanti e alcuni casi esemplari di buone pratiche. Il tutto in un’ottica che prevede una crescita della varietà degli approcci di valutazione sviluppo delle soft skills aziendali e imprenditoriali, un aumento degli enti di formazione che adattano i loro programmi agli stili di apprendimento dei partecipanti, dei corsi per le competenze aziendali e imprenditoriali e, di conseguenza, un miglioramento della consapevolezza delle capacità imprenditoriali dei target group coinvolti e una riduzione della disoccupazione a livello locale dovuta a un aumento di nuove imprese e lavoratori autonomi.

 

Cosa dovranno fare gli studenti, diplomati, laurendi e i laureati che a novembre affolleranno il Salone ABCD Orientamenti per testare le proprie soft skills?

 

Venire al nostro stand: i miei colleghi ed i saremo a loro disposizione per spiegare loro le procedure e aiutarli ad effettuare il test, nonché a valutarne poi con loro i risultati. Chi si conosce meglio si presenta meglio. Del resto le hard skills ti fanno ottenere il colloquio, ma hai bisogno delle soft skills per ottenere il lavoro e mantenerlo.

 

Per avere maggiori informazioni, visitate il sito del progetto all’indirizzo www.daiss2-project.eu

 

Intervista di Paola Castellazzo

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

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