Brindisi e la scuola 2.0

A Brindisi, l’Istituto Ettore Majorana gode di tutti i requisiti per essere definita una scuola 2.0. Gli studenti strisciano il badge per entrare in istituto e utilizzano i tablet come supporto per i libri di testo e per collegarsi direttamente alla Lim (una lavagna interattiva multimediale), mentre l’insegnante rileva le presenze degli alunni tramite il registro elettronico collegato in rete, attraverso la tecnologia del cloud computing.
Sulle pagine del Corriere della Seradel 5 agosto scorso, il preside Salvatore Giuliano racconta di come sia cominciato il cambiamento, iniziato 3 anni fa. Alla base di tutto, comunque, c’era un pensiero: non si può migliorare facendo sempre le stesse cose, ma occorre guardare al contesto in cui si opera. Il preside dell’istituto sostiene, inoltre, che investire in tecnologia ha comportato, nel medio periodo, un considerevole risparmio per la famiglie dei suoi studenti.
Fortunatamente questo non è un caso isolato. Grazie ai finanziamenti del Miur, oggi sono più di 400 le cosiddette classi 2.0, definizione che prevede che gli alunni siano dotati di mini computer per interagire con la lezione in tempo reale, e 15 le scuole completamente digitalizzate, vale a dire scuole 2.0.
Fonte news: Corriere della Sera, 5 agosto 2012

 

 

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

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