Castello di Gambatesa – Gambatesa (CB) Molise

 

   
 

 

Quello di Gambatesa è un territorio di frontiera tra i rilievi montuosi del Molise e l’altopiano del Tavoliere delle Puglie. La sua storia vide protagonisti prima i Sanniti e poi i Romani, che realizzarono molte vie di comunicazione utilizzate per secoli. Tra le più note la rete dei tratturi, che permetteva lo spostamento di greggi e mandrie dall’Alto Molise e dall’Abruzzo alla Puglia e ogni anno veniva percorsa stagionalmente dai pastori.  Veniva inoltre utilizzata dai pellegrini diretti al santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano.

Intorno al castello, originariamente una torre di difesa e avvistamento, si sviluppò successivamente un borgo fortificato. Il nome deriva dal  primo feudatario noto nel territorio, Riccardo di Pietravalle (XIII sec.), detto “Gambatesa” per il difetto fisico che lo caratterizzava. 

La struttura medievale del Castello fu trasformata in dimora rinascimentale  quando passò, nel 1484, alla famiglia Di Capua. Nel 1550 il pittore Donato De Cumbertino, seguace di Giorgio Vasari, vi realizzò  un importante ciclo di affreschi con scene mitologiche, paesaggi e personaggi della storia antica.

 

Divinità, natura e uomini: un percorso per visitare il castello di Capua

 

COSA POTRAI VEDERE NEL MUSEO?

Nella ragnatela è rimasta ‘impigliata’ l’iscrizione attestante l’opera dell’artista e la data di esecuzione della decorazione pittorica.

(clicca qui per ingrandire l’immagine)

 

 

 

 

 LO SAPEVI CHE …?

L’attività di transumanza era controllata da Napoli, capitale del Regno, attraverso l’istituzione della “Dogana delle pecore”, con sede a Foggia. 

Oggi è difficile immaginare una dogana riservata al controllo degli ovini!

______________________________________________________________________

 

Il castello si articola su quattro livelli: al pianterreno puoi visitare i locali adibiti anticamente a scuderie, magazzini e carcere.
Al primo piano potrai ammirare un intrigante ciclo figurativo, troverai raffigurato per esempio: 

 

 

Nell’atrio gli episodi degli Amori di Zeus, tratti dalle Metamorfosi di Ovidio.

Nella ‘sala del Pergolato’  avrai la sensazione di affacciarti da un loggiato, sui cui travicelli si intrecciano rami di vite con foglie e grappoli d’uva  e dove al di là della balaustra potrai ammirare il paesaggio 

  

 

 

 

Nel Salone principale, le gigantesche personificazioni della Fortezza e della Carità, celebrano le virtù del committente, che, volendo evocare la grandezza degli antichi imperatori le fece raffigurare accanto ad una veduta romana dei Fori imperiali, con in primo piano due gru, simbolo della Vigilanza.

 Nella “Sala delle maschere” trovi quadri con paesaggi, figure di divinità  e volatili che le simboleggiano: Minerva con accanto una civetta, simbolo della sapienza,  e Apollo con uno sparviero, simbolo del sole.
Da cercare con attenzione la ragnatela che rappresenta la metamorfosi di Aracne, l’abile tessitrice che osò sfidare Minerva in una gara dalla quale uscì inesorabilmente sconfitta e trasformata in ragno.

 

 

_______________________________________________________________________________________

 Servizi educativi: Vittoria Di Cera
vittoria.dicera@beniculturali.it
Tel. 0874.431350/ Cell.3331866103

 

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

min lavoro

Logo_Mibact

Logo_Miur

Ultime news

Logo_Genova