Elementari a 5 anni

In questi giorni l’ipotesi di anticipare l’ingresso a scuola, passando dai 6 ai 5 anni, anima il dibattito tra coloro che popolano il mondo dell’istruzione.
L’idea di mandare i bambini alle elementari a 5 anni è stata confermata dal Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Francesco Profumo, agli ascoltatori di Radio Capital: “È per creare la scuola del futuro che sia allineata alle direttive europee e alle migliori pratiche europee. Ci stiamo lavorando, non siamo ancora arrivati alla conclusione definitiva, e questa dell’anticipo dell’ingresso a scuola deve essere un’opzione. …
Occorre precisare che, come ha spiegato lo stesso Ministero, non è ancora prevista una riforma. Una commissione di esperti, pedagogisti e dirigenti scolastici sta lavorando su un’ipotesi con l’obiettivo di realizzare un progetto, che sarà presentato in Consiglio a dicembre di quest’anno.

Ma come la pensano gli studenti, gli insegnanti e i pedagogisti? Da alcuni recenti sondaggi risulta che circa il 50% degli alunni italiani sarebbe favorevole all’anticipo dell’inizio degli studi – che fa coincidere l’anno della maggiore età con la fine delle superiori e, quindi, con la maturità.
Non la pensano così alcuni insegnanti e pedagogisti. La psicologa dello sviluppo Anna Oliverio Ferraris, intervistata da Adnkronos Salute, per esempio commenta: “…a 5 anni i bambini sono ancora abbastanza piccoli. Non tutti hanno ancora il coordinamento mano-occhio per poter scrivere in modo fluido. A volte si rischia di chiedere uno sforzo eccessivo. Molti bambini hanno ancora l’esigenza di muoversi, soprattutto i maschi. …“.
Fonte news: Controcampus.it

 

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

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