Il successo del “sistema duale” è nelle mani delle scuole che sapranno collaborare con imprese e Regioni

di Gianni Bocchieri – Fonte www.scuola24.ilsole24ore.com, 9 luglio 2015

I dati dell’ottimo rapporto Isfol dimostrano che la semplificazione e la certezza normativa possono avere grande efficacia per stimolare il ricorso anche ad una forma contrattuale come l’apprendistato, in cui la componente formativa è così importante e comporta un particolare impegno da parte delle imprese.
Però, lo stesso rapporto Isfol dimostra che questa efficacia può essere compromessa da una riduzione del costo del lavoro delle altre forme contrattuali, come è avvenuto con il robusto incentivo previsto dall’ultima legge di Stabilità (commi 118 e seguenti. legge 190/2014), coniugato con la nuova disciplina della risoluzione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

 

Dopo le semplificazioni
Infatti, dopo le semplificazioni del primo decreto Poletti (Dl 34/2014, convertito, con modificazioni dalla legge 78/2014), che ha eliminato l’obbligo di assunzione di almeno il 20% di apprendisti per le aziende con un numero di dipendenti inferiore a cinquanta ed ha ridotto al 35% la retribuzione per le ore di formazione esterna all’azienda per il solo apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, le assunzioni in apprendistato sono aumentate fino al quarto trimestre del 2014, con una punta massima nel secondo trimestre del 2014. Mentre sono crollate nel primo trimestre del 2015, in concomitanza con l’entrata in vigore del nuovo sgravio contributivo totale per tre anni per i nuovi contratti a tempo indeterminato.
In altre parole, a fronte di incentivi economici che rendono pari il costo del lavoro, le imprese preferiscono assumere con un contratto a tempo indeterminato piuttosto che ricorrere ad una forma contrattuale che prevede un’attiva partecipazione nella formazione dell’apprendista. Allo stesso tempo, il monitoraggio dimostra che sono le dimissioni dell’apprendista la causa di risoluzione del contratto di apprendistato prima della sua conferma a tempo indeterminato. Sebbene il monitoraggio non li analizzi, i motivi di questa evenienza possono risiedere nel fatto che agli apprendisti si dischiudono nuove e forse più remunerate occasioni di lavoro, dopo essere entrati nel mondo del lavoro con il contratto di apprendistato.

 

Marginalità dell’apprendistato duale
Tuttavia, l’evidenza più preoccupante del rapporto è l’assoluta marginalità dell’apprendistato duale. Nel 2013, la somma degli iscritti alle attività formative per l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale e per l’alta formazione è pari a 3.884, pari al 2,7% del totale degli apprendisti in formazione.
La nuova disciplina del Dlgs 81/2015 può radicalmente invertire questa tendenza, sia per la più definitiva costruzione di un sistema duale alternativo a quello scolastico, sia per l’ulteriore riduzione del costo dell’attività formativa per il datore di lavoro, prevedendo l’esonero dall’obbligo retributivo per la formazione esterna all’azienda e la retribuzione pari al 10% di quella che sarebbe dovuta al lavoratore per la formazione svolta all’interno dell’impresa.
Inoltre, la nuova disciplina consente più chiaramente il conseguimento in apprendistato di tutti i titoli dell’istruzione e formazione, anche del livello terziario, validi uniformemente in ogni regione, con standard formativi fissati a livello nazionale.

 

Livello terziario per Istruzione e formazione professionale e Its
In particolare, le due tipologie di apprendistato duale consentono di costruire il livello terziario dell’Istruzione e formazione professionale di competenza regionale, curvandolo verso gli Istituti tecnici superiori e prevedono passaggi dalla filiera dell’istruzione e formazione scolastica a quella in apprendistato. In questo modo, ai giovani in apprendistato non viene preclusa nemmeno la possibilità di accedere all’università, dopo aver conseguito in apprendistato il diploma o l’anno integrativo dopo il diploma professionale della Iefp.
Ora, il lancio definitivo dell’apprendistato duale dipenderà dalla capacità delle istituzioni scolastiche e formative di stabilire rapporti stabili con il mondo produttivo, auspicabilmente favoriti da politiche regionali che promuovano il ricorso all’apprendistato nei loro stessi percorsi di Iefp per la qualifica ed il diploma professionale e per la specializzazione degli Ifts. Senza questa integrazione, si rischia sia di mancare l’occasione di costruire un sistema duale, sia di rilanciare la stessa Iefp regionale con pari dignità rispetto all’istruzione tecnica e dei licei.

 

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

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