I have a dream di Antonio Nicaso

 

Antonio Nicaso, giornalista, scrittore e ricercatore, è uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale. Autore di diversi libri di grande successo internazionale, tra cui alcuni bestseller tradotti in diverse lingue, nel 1995 ha pubblicato Global Mafia, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale.
Vive e lavora in Nord America. Tiene corsi di storia della questione meridionale e storia delle organizzazioni criminali per post laureati al Middlebury College (Vermont, USA). Fa parte dell’International Advisory Council dell’Istituto italiano di Studi Strategici Nicolò Machiavelli (Italia) e del Comitato Scientifico del Nathanson Centre on Transnational Human Rights, Crime and Security, all’Università di York (Canada). Nel 2012 è stato nominato condirettore del Centro di Semiotica Forense presso il Victoria College dell’Università di Toronto.
Da sempre mantiene un rapporto molto stretto con la scuola, con il mondo studentesco e con i ragazzi che crede debbano essere maggiormente consapevoli; il suo impegno nei confronti delle giovani generazioni lo ha visto coinvolto in incontri nelle scuole, in conferenze e anche nella pubblicazione, nel 2010 del libro “La mafia spiegata ai ragazzi”, diventato subito un successo editoriale.

Che sogni aveva da  bambino, da ragazzo?
Sognavo di fare lo scrittore. Mi è sempre piaciuto scrivere.

 

Quando ha deciso quale sarebbe stata la sua strada? Cosa l’ha influenzata?
È stato un insegnante, ai tempi della scuola elementare, a incoraggiarmi. Mi diceva spesso che sapevo scrivere e che avrei dovuto leggere di più. Mi sono convinto in quegli anni che con le parole avrei potuto costruire il mio futuro.

 

Cosa l’ha spinta ad occuparsi dello studio di fenomeni criminali di tipo mafioso?
L’omicidio del padre del mio compagno di banco. Successe nel 1971, avevo poco più di sei anni. Quel giorno, io e molti miei compagni di scuola, forse inconsciamente, siamo stati chiamati a scegliere tra l’indifferenza e la consapevolezza. Io ho scelto la consapevolezza, perché ritengo che la conoscenza sia un’arma efficace nella lotta contro le mafie.

 

Lei insegna storia delle organizzazioni criminali presso la Scuola di Lingue del Middlebury College, in Vermont. Che reazione hanno i giovani quando la sentono parlare di mafia, italiana e straniera?. Quanto conoscono questo fenomeno?

Gli studenti americani, nella percezione della mafia, risentono molto dell’influenza di film, come Il padrino. Sanno poche delle mafie, soprattutto nel rapporto con la globalizzazione e le nuove tecnologie. Nelle scuole, nelle famiglie, nel luogo d’incontro, bisognerebbe cominciare a de-costruire molti miti e tante leggende sulle mafie.

 

Quale sogno ha per il futuro?
Sogno di scrivere soggetti cinematografici. E magari qualche sceneggiatura. Ci sto provando, spero di farcela.

 

Cosa sogna per le giovani generazioni?
Spero che la cittadinanza attiva e responsabile trovi sempre più spazio nel presente e nel futuro delle nuove generazioni. Occuparsi di politica, di ambiente, di gestione della cosa pubblica significa amare il proprio territorio. L’Italia ha bisogno d’amore. E’ un Paese meraviglioso.

 

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

min lavoro

Logo_Mibact

Logo_Miur

Ultime news

Logo_Genova