IL TEATRO DELLA VITA AL SALONE ORIENTAMENTI

 

“ODISSEA DEI RAGAZZI”
mercoledì 13 novembre alle ore 17

 

Si spengano le luci, si faccia silenzio. Sul palcoscenico andrà in scena la vita.
Non la finzione a cui siamo tutti abituati, alla quale possiamo appassionarci o credere, non uno spettacolo catartico, né una commedia divertente. La vita. Che racconterà la storia di 5 ragazzi di diversa provenienza, ugualmente figli di padri assenti o lontani, partiti, o meglio scappati dalla loro terra, dalla loro casa, dalle famiglie. Sono afgani, senegalesi, nigeriani, pakistani e indiani, con un peso sulle spalle che nessun adolescente dovrebbe portare. Hanno visto la morte, la fame e la guerra e sono cresciuti, loro ancora piccoli, nel loro viaggio verso la speranza.
Noi siamo abituati a vederli in televisione, volti confusi e anonimi ripresi dalle telecamere quando uno dei tanti barconi della speranza arriva sulle nostre coste, allo spettacolo potremo dar loro un volto e cercare di capire.
Un’ora di spettacolo, poca per spiegare tutto e persino troppa se si pensa alle emozioni che porta con sé e che racconta. Emmanuel, Kara, Pashupatti, Rahamathollah, Shahzeb, Waheed sono la prima compagnia multietnica di rifugiati in Italia, con  loro recita anche l’attrice Sara Cianfriglia, sotto la regia sapiente e, mi permetto di dirlo perché l’ho vista con loro, affettuosa e preoccupata, di Laura Sicignano.
Alla loro storia non si può restare indifferenti. Si soffre mentre la raccontano, si pensa ai propri figli, tranquilli, a casa e si vorrebbe fare qualcosa.
Loro la storia vorrebbero non raccontarla, esce dalle loro labbra a fatica, con difficoltà e non certo solo per la lingua, che stanno imparando andando a scuola. Ma a vederli sul palco sono una forza della natura. E quando va in scena la loro Odissea si resta coinvolti e sconvolti: “ Questi ragazzi, per lo più rifugiati politici, hanno tutti affrontato da soli viaggi difficilissimi da paesi lontani per raggiungere l’Italia. Abbiamo lavorato insieme per circa un anno e dopo questo lungo percorso, e lavoro, abbiamo messo in scena la loro Odissea- spiega la Sicignano- Ne è nato uno spettacolo di forte impatto emotivo. Il filo conduttore è l’Odissea, grande racconto archetipico della cultura Mediterranea e viaggio avventuroso in cui i ragazzi hanno potuto riconoscere e raccontare il proprio viaggio personale. Lo spettacolo parla di amore e di guerra, di speranza e di nostalgia, di madri e di amanti: avventure e sentimenti che questi ragazzi hanno in comune con Ulisse. Ognuno ha trovato nell’Odissea le storie della propria vita, identificandosi immediatamente ora in Ulisse, un viaggiatore abbastanza scaltro da salvarsi la pelle e pieno di malinconia; ora in Telemaco, un ragazzo in mezzo ad una Storia più grande di lui. Le poche frasi dello spettacolo derivano o dalla stessa Odissea o sono state dette dai ragazzi, durante i nostri incontri, in scena o fuori scena”
Shahzeb ad esempio si racconta dicendo:”Vivo in una giungla, dormo sulle spine”: lo ha detto in pakistano ovviamente, la sua lingua. Una frase che da sola ci può dare la misura dell’emozione che proveremo guardando questi ragazzi andare in scena al Salone Orientamenti mercoledì 13 novembre alle ore 17 davanti a centinai di ragazzi, loro coetanei, così vicini eppure così lontani dalle loro vite. Perché l’Odissea dei ragazzi può essere anche un’occasione di crescita per chi è sul palco e per chi li guarderà, pensando.
Paola Castellazzo

 

Per ulteriori informazioni: video promo su YouTube
http://www.youtube.com/watch?v=8yA5x5z4gYg&feature=youtu.be
http://www.teatrocargo.it/odissea.html

 

 

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