Innovazione tecnologica nella Scuola: lusso superfluo o priorità vitale?

 

All’indomani della Legge n° 135/2012 (“spending review”) dell’allora Governo Monti, ci siamo sentiti fortemente interpellati su una nuova sfida alla digitalizzazione e alla dematerializzazione, che come operatori del settore stiamo affrontando prevalentemente nel mondo delle Università. KION, la società fondata dal CINECA (Consorzio Interuniversitario), dal 2001 ad oggi gestisce con i suoi sistemi, 71 Università, pari ad una Utenza  di circa 1,3 milioni di Studenti.

La nuova sfida per noi è quella di gettare un “ponte digitale” fra l’università e le scuole, nella prospettiva di gestire l’intero cammino del “cittadino studente”. Creare le premesse per la gestione della sua “identity digitale” dalla scuola primaria alla Università, al post-lauream, fino all’avviamento al lavoro.

Visto che il tema della fiera di quest’anno è appunto il celebre motto “I have a dream” questo è il sogno che noi ci portiamo. Anche se ormai è più di un sogno per noi di KION, è un obiettivo  (sfidante e ambizioso) che il CINECA (Consorzio Universitario) ci ha assegnato, e che noi abbiamo deciso di affrontare con la proposta di DIDANET.

Ci troviamo adesso quindi a dover conquistare le scuole italiane al nostro sogno, alla adesione a questo progetto che ha una vocazione non locale, nel senso di risolvere i problemi della singola scuola, ma una vocazione appunto globale, di sistema. Non a caso DIDANET è appunto l’applicazione per l’intera gestione della didattica scolastica (non solo il registro elettronico) interamente in cloud e multiscuola. Non esistono sul mercato altre soluzioni coimparabili, da questo punto di vista.

Ritornando alla legge n° 135/2012,e la disposizione che portava con sé, notiamo come essa sia stata inesorabilmente risucchiata in un dibattito acceso, pur inizialmente animato dalle migliori intenzioni dei suoi promotori, e poi si è impaludata nei timori di ostacoli e impedimenti più o meno oggettivi.
Tra le obiezioni, senz’altro la più frequente, spiazzante e, purtroppo, per nulla inedita ad essere stata registrata, si è confermata la seguente: “come si può pensare di introdurre una qualsiasi innovazione tecnologica nelle scuole, vista l’arretratezza delle infrastrutture di comunicazione del nostro paese e la generale scarsità di risorse in ambito scolastico?”
E, così, senza neanche entrare nel merito dei potenziali benefici di una specifica innovazione, sembrerebbe che ci si debba arrendere a una pericolosa logica di immobilismo e di rinvii ad oltranza, legittimando il messaggio che l’innovazione nella Scuola italiana non è attualmente praticabile.

Ma non è così. E, soprattutto, non può e non deve essere così. Come dimostrato da diverse esperienze virtuose nello sviluppo di tecnologie didattiche per un contesto decisamente più complesso quale quello delle Università, anche alle Scuole – anzi, a maggior ragione ad esse – è possibile offrire soluzioni informatiche perfettamente funzionanti, pur in assenza di un’infrastruttura ottimale, con risultati immediati e concreti in termini di miglioramento dell’efficienza dei processi e di abbattimento dei costi di gestione dei singoli istituti.

Per far questo, bisogna comprendere lo scenario in cui si deve agire e, in particolare, occorre chiarire quali sono gli ambiti di innovazione tecnologica riferibili alla Scuola e, tra questi, è cruciale individuare quelli in cui sarebbe opportuno e prioritario intervenire per ottenere vantaggi significativi.

A nostro avviso, occorre separare bene tre ambiti: quello degli strumenti tecnologici a supporto dell’insegnamento (“Teaching Tools” nel mondo anglosassone), quello degli strumenti tecnologici a supporto dell’amministrazione della didattica (“School Management Systems”) e quello degli strumenti tecnologici per la relazione con lo studente e la sua famiglia (“Educational Communication Systems”).

I primi devono valorizzare e “aumentare” l’impatto positivo della lezione in aula, potenziando il meccanismo di interazione pedagogica tra insegnante ed allievo. Sono esempi di Teaching Tools le Lavagne Interattive Multimediali, i sistemi di Learning Management, gli ebook, le presentazioni a mezzo slideshow e i sistemi di CBT (computer based testing).
Ogni strumento innovativo di questa tipologia deve essere finalizzato al supporto diretto dell’attività educativa dell’insegnante. E, anche per questo, a nostro modo di vedere è necessario lasciare piena autonomia decisionale a istituti e insegnanti in tema di scelta e adozione. La tecnologia, infatti, deve assolutamente adattarsi alle scelte pedagogiche del singolo contesto educativo e deve rispettare la scelta del docente, valorizzando il rapporto educativo con l’allievo e scongiurando potenziali intralci.

È però in altri due ambiti che la partita dell’innovazione non solo va giocata, ma lo si deve fare al più presto.

Innanzitutto, nell’area amministrativa.
Basti pensare che gli strumenti per l’amministrazione della didattica, tra i quali rientra proprio il registro elettronico da cui ha tratto avvio la presente disamina, hanno l’obiettivo di rendere più efficienti le attività di back-office dell’istituto scolastico nel suo complesso, ivi comprese le attività di tipo amministrativo svolte dall’insegnante. Assicurando un corretto ed efficace flusso documentale dall’aula alla segreteria alla Presidenza, questi strumenti alleggeriscono tutte le funzioni preposte, quindi anche il corpo docente, da quelle attività essenziali al funzionamento della Scuola ma per loro natura ripetitive: la raccolta delle presenze, la registrazione dei punteggi assegnati nelle verifiche o la preparazione degli scrutini di fine periodo, per fare alcuni esempi.

Ma una sfida importante si deve raccogliere anche in un terzo ambito, quello che riunisce gli strumenti funzionali a rendere più fruttuosa ed efficace la comunicazione tra la Scuola e la Famiglia dell’allievo. Si va, in sintesi, dalla semplice possibilità di comunicare direttamente con gli insegnanti via email o SMS, all’accesso ai dati relativi ai propri figli, dalla pianificazione e prenotazione di incontri vis-à-vis con l’insegnante alla gestione di attività e comunicazioni tra genitori della stessa classe, fino ad arrivare ad un vero e proprio concetto di Social Network di classe o di Istituto.

A guardar bene, anche in questo caso non si tratterebbe di intervenire per migliorare soltanto gli standard di efficienza procedurale e di ottimizzare la struttura dei costi di gestione, per quanto già questi siano traguardi rilevanti.

Il vero valore dell’innovazione tecnologica utile, infatti, risiede nella sua capacità di liberare tempo, risorse ed energie da dedicare unicamente al raggiungimento di tre obiettivi imprescindibili della nostra scuola: la qualità dell’insegnamento, la soddisfazione crescente delle famiglie, la formazione “garantita” degli studenti.

Ecco perché informatizzare, anzi “informatizzare bene” questo tipo di processi è oggi un’istanza non più rimandabile. Anche tra mille difficoltà e mille timori.

 

Di Vittorio Ravaioli, amministratore delegato Kion

 

 

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