Intervista a Ilaria Paternoster

Le azzurre Ilaria Paternoster e Benedetta Di Salle (Yacht Club Italiano) sono state protagoniste alle ultime edizioni dei Mondiali ISAF Youth, conquistando il titolo Europeo nella classe 420 (sia assoluto che femminile), davanti a 95 equipaggi.

 

Ilaria Paternoster, genovese, classe 1995, in forza allo Yacht Club Italiano, allenata da Anna Barabino, olimpionica a Seoul nell’88 e a Barcellona nel ’92, si racconta:

 

Quando hai capito che il mare, la vela, avrebbe fatto parte, una parte così importante, della tua vita?
Diciamo che fin da subito mi sono innamorata di questo sport a pieno contatto con la natura. La maturazione dell’idea è invece avvenuta gradualmente, anche se sicuramente ne ho preso piena coscienza solo al mondiale ISAF che abbiamo vinto a Dublino.

 

Cosa ti ha spinto a sceglie questo sport?
Non è stato tutto merito mio, la vela era una delle passioni di mio nonno. Grazie a lui ho avuto l’occasione di entrare in questo mondo cominciando con i corsi estivi a Celle Ligure. Grazie poi a Marco Beltrame, allenatore del circolo cellese, che mi ha consigliato di provare a fare i corsi invernali allo Yacht Club Italiano di Genova mi sono dedicata a questo sport durante tutto l’anno. Da allora me ne sono innamorata. Sono iniziate così le prime, grande, soddisfazioni, che, spero mi continuerà a dare!

 

Quanto è difficile essere un’atleta donna?
Difficile è una parola che non piace, forse a volte  esser donna può essere uno svantaggio, ad esempio in condizioni di vento forte dove la forza maschile può sembrare indispensabile.

 

Quali e quanti sacrifici deve affrontare un giovane che sceglie la strada dell’agonismo e in che modo riesce a conciliare studio e allenamenti?
I sacrifici sono tanti a partire dal poco tempo che si ha a disposizione per stare con gli amici. Ma quando una cosa piace ci si può tranquillamente organizzare. Lo studio può diventare più pesante, ma la forza di volontà per arrivare a fare una cosa che piace si può trovare!

 

Cosa ha significato per voi vincere gli Europei in Galles?
È stata una grande soddisfazione che ci ha dimostrato l’efficienza degli allenamenti e delle regate fatte e la bravura della nostra allenatrice che è stata in grado di farci arrivare a così alti livelli.

 

Chi fa sport al vostro livello è abituato a vivere il sacrificio, quotidianamente. Siete quindi i testimonial ideali di un messaggio, verso altri giovani, oggi spesso scoraggiati, convinti di non avere un futuro. Cosa serve per avere successo? Per conquistare un traguardo?
Io credo che serva tanta buona volontà. Sicuramente credo sia necessario fare uno sport che piaccia e renda felici, ognuno di noi è portato a fare uno sport piuttosto che un altro, l’importante è essere determinati. Lo sport può essere uno strumento utile, una palestra in cui imparare a perseguire un obiettivo con disciplina, determinazione e buona volontà. Nello sport come nella vita.

 

Si può credere nei sogni? Qual’è il vostro sogno?
Forse non tutti i sogni sono perseguibili e per forza di cose spesso siamo costretti ad accettare mille compromessi, ma si deve credere nei propri sogni!

 

(realizzata da Paola Castellazzo)

 

 

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

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