Intervista a Paolo Brotto – amministratore delegato della PM_TEN srl

Brotto[1]Intervista a Paolo Brotto, Amministratore delegato della PM_TEN srl (Physical Methods and Technologies for Environmental Needs), società Spin-off dell’Università degli Studi di Genova. Fisico genovese, classe 1980 è dottore di Ricerca in Scienze dei Materiali.

Parliamo della PM_TEN (Physical Methods and Technologies for Environmental Needs) che si è sviluppata nell’ambito del progetto Spin-Off dell’Università degli Studi di Genova. In cosa consiste esattamente?
PM_TEN si propone come connessione fra il mondo della ricerca universitaria e il mercato imprenditoriale, da un lato proponendo applicazioni dei risultati dalla ricerca, in particolare quella sviluppata nel Laboratorio di Fisica dell’Ambiente, dall’altro ponendosi essa stessa come motore per un ulteriore progresso delle metodologie sviluppate in ambito accademico.

Quali sono i suoi ambiti di attività?
L’attività di PM_TEN copre le tematiche ambientali in genere. I principali servizi offerti della Società riguardano la previsione meteorologica e marina, la dispersione degli inquinanti in mezzi fluidi, la caratterizzazione delle sorgenti di inquinamento atmosferico, lo studio del potenziale eolico, la determinazione di diversi tipi di inquinanti (polveri, isotopi radioattivi, rumore, radiazioni non ionizzanti) e delle loro sorgenti in matrici ambientali, le analisi composizionali dei materiali anche con tecniche non distruttive.

Quali sono i vostri punti di forza?
Sicuramente le competenze, che attingono direttamente dal mondo universitario e dall’inserimento dei membri di PM_TEN in un circuito nazionale e internazionale di ricercatori di alto livello nell’ambito delle scienze ambientali. Fondamentale quindi è l’aspetto della qualità del servizio offerto, di alto livello e di massima avanguardia negli aspetti scientifico-teconologici. Infine dobbiamo ricordare che le strutture di cui PM_TEN può disporre avendo stipulato una convenzione con il Dipartimento di Fisica dell’Università di Genova comprendono anche strumentazioni sofisticate che tipicamente solo un istituto universitario si può permettere di possedere e mantenere. Entrando nell’ambito più specifico, il valore aggiunto di PM_TEN rispetto ad altri suoi competitor è quello di aver ereditato la struttura del gruppo di ricerca da cui è nata, in cui le problematiche ambientali vengono affrontate seguendo approcci diversificati e complementari (sperimentale e teorico-modellistico).

Cosa significa diventare impresa (S.p.A e S.r.l sono le forme societarie previste) e rimanere però saldamente collegati al mondo della ricerca? Cosa significa per una società come la vostra restare legati al cuore della ricerca universitaria?
Abbiamo la possibilità di lavorare direttamente in contatto con il mondo della ricerca, anzi di farne parte in prima persona visto che per il momento tutti noi siamo ancora principalmente impegnati nelle nostre attività universitarie, e alcuni di noi comunque lo rimarranno anche in futuro. Questo per noi significa avere acceso ai più alti livelli dell’innovazione e dell’avanguardia con un notevole vantaggio rispetto a una tipica impresa privata, anche hi-tech, e ci piacerebbe che in qualche modo PM_TEN stessa potesse anche portare il suo contributo.
Esistono anche gli aspetti più complessi. Sicuramente fare impresa in un mondo nel quale (giustamente) si perseguono gli obiettivi della ricerca in maniera totalmente svincolata dalla logica di profitto ci può portare a scontrarci con realtà che a volte ci guardano con sospetto. Noi dobbiamo definire bene il nostro ruolo e collocarci laddove riteniamo che uno spazio esista e debba essere sfruttato, di fatto per il bene nostro ma anche dell’università stessa.

Lo Spin off è una realtà imprenditoriale hi-tech il cui core business si basa sulla valorizzazione commerciale dei risultati della ricerca scientifica e tecnologica. Quali passi avete dovuto fare per raggiungere questo risultato?
Per prima cosa abbiamo dovuto decidere di intraprendere questa strada, e la cosa è stata piuttosto articolata perché per alcuni di noi (i più giovani, ancora precari) ha significato decidere quale strada intraprendere per la nostra carriera, per gli altri (il personale già strutturato) ha significato scegliere di mettersi in gioco su un terreno sicuramente insolito e con regole decisamente diverse. Presa la decisione abbiamo dovuto affrontare tutte le difficoltà legate alla definizione della struttura societaria, alla stesura di un business plan, e infine alle pratiche burocratiche per costituire un’impresa. Si è trattato di un percorso lungo e particolarmente complesso per tutti noi, come penso che sia per chiunque si avventuri nel mondo dell’impresa senza avere nessun tipo di esperienza e preparazione a riguardo (come ci piace dire per non dimenticarcelo “siamo pur sempre scienziati”). A quel punto l’impresa era attiva, ma da lì alla reale valorizzazione commerciale dei risultati ottenuti in ambito di ricerca sta passando il tempo necessario a inserire concretamente la nostra impresa nel mondo del mercato. Su questo punto stiamo procedendo: PM_TEN si sta facendo conoscere e cerca di essere sempre più intraprendente, presentandosi in contesti sempre più ampi e variegati.

A quali tipi di incentivi (giuridici, finanziari, organizzativi) avete diritto in quanto spin off e quanto sono essenziali?
Essere accreditati come spin-off universitario ha sicuramente semplificato le modalità di partecipazione del personale dipendente dall’ateneo che ha potuto prendere parte attivamente nell’iniziativa in maniera più snella e soprattutto evitando il generarsi di situazioni conflittuali con l’Ateneo stesso. Per il resto incentivi e agevolazioni per il momento sono rimasti solo promesse. Certamente il momento è altamente critico, e ci sono situazioni sicuramente più rilevanti della nostra e da affrontare con urgenza, ma continuiamo a sperare che le cose cambino, e che sia l’Ateneo che il Ministero riescano a dimostrare il loro sostegno con atti efficaci e concreti.

Chi ha una valida idea imprenditoria innovativa nel settore quale strada deve prendere per poter accedere ad uno spin off?
Da un punto di vista formale la procedura di accreditamento di un’impresa come spin-off dell’università degli Studi di Genova è piuttosto articolata ma il Servizio di Trasferimento Tecnologico dell’Università di Genova ci ha fornito una valida assistenza. L’aspetto che per noi è stato (ed è tuttora) più complesso è quello legato alla gestione amministrativa e /o contabile della società. Purtroppo non è facile realizzare un’idea, per quanto buona essa sia, perché ci si scontra immediatamente con una macchina burocratica che quasi spaventa ma è un passaggio inevitabile e conviene affrontarlo al più presto e nella maniera più seria possibile. Se poi la cosa funzioni o meno forse è ancora un po’ presto per dirlo con certezza, siamo fiduciosi ma siamo ancora molto giovani e il traguardo è ancora lontano. Spero di poter essere qua fra un anno a raccontarvi che ne è valsa la pena.

Come è nata la vostra idea?
Forse si potrebbe parlare di una questione “congiunturale”. Da un lato l’esperienza vissuta negli anni precedenti la costituzione di PM_TEN dal gruppo di ricerca da cui la società ha tratto origine sembrava suggerire spontaneamente la costituzione di un’impresa, più flessibile e adatta a muoversi sul mercato. Contemporaneamente si avvertiva l’intenzione di istituire un “braccio operativo” del mondo universitario, che si impegnasse a portare avanti quelle attività tutto sommato indipendenti dall’aspetto della ricerca in senso stretto. Infine l’obiettiva necessità di costruire una realtà che potesse accogliere il personale più giovane (precario) per non perderne le competenze e proseguire l’attività avviata in un’università (quella italiana) che, oggi più che mai, non è in grado di fare altrettanto.
Paola Castellazzo

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