Io sogno la Garanzia per i giovani (2^ parte!)

 

La disoccupazione giovanile non è un concetto astratto: la incontrate tutti i giorni al bar, sull’autobus, sui blog; la riconoscete subito, perché ha gli occhi di chi non sogna più.

 

La Youth Guarantee è nata per loro… se non l’hai ancora fatto leggi l’articolo della scorsa settimana e scopri come! http://www.abcd-online.it/io-sogno-la-garanzia-per-i-giovani/

 

A un anno dalla nostra istanza l’Italia si è mossa e ad oggi sta lavorando a un piano chiamato “Garanzia Giovani” che verrà finanziato con un ammontare di circa 1,5 miliardi di euro, forniti dal Fondo Sociale Europeo oltre che con un cofinanziamento nazionale.
In cosa consiste? Cuore della proposta è impedire che i giovani compresi tra i 16 e i 24 anni, oppure 30 anni in caso di istruzione universitaria, restino inoccupati per più di 4 mesi. Quindi, entro 4 mesi dall’ultimo impiego, titolo di studio conseguito o termine di uno stage, viene proposta un’occasione d’impegno, a seconda delle esigenze di chi cerca occupazione. Come? La proposta prevede norme a carattere sociale e fiscale e altre inerenti il campo dell’istruzione, che gli studi della Commissione europea hanno dimostrato essere molto efficaci. Tra quelle ad ispirazione sociale, ma con forti ricadute economiche, trovano spazio due provvedimenti: il primo è l’assicurazione di un eguale accesso al mondo del lavoro e parità di remunerazione per uomini e donne. La seconda misura proposta consiste nella garanzia di uguali condizioni di partenza a tutti i cittadini, dando per esempio la priorità nell’assunzione a chi vive in una realtà sociale più a rischio. Ma la Youth Guarantee è ritenuta molto efficace anche grazie al sistema di incentivi (non a pioggia) e sanzioni che prevede e che in Italia si è rivelato lo strumento più utile nello sviluppo della green economy . Infatti, è prevista l’introduzione di incentivi a tutte le imprese che investono in ricerca, operano nel settore dell’innovazione o in quello della green economy.
In materia invece di istruzione punto di partenza essenziale è una revisione che renda omogeneo il sistema della formazione in un’ ottica di stimolo al lavoro. Gli obiettivi nel campo dell’istruzione devono essere uniformati tra i Paesi membri con il metodo della cooperazione tra Stati, qui inclusi gli accordi per garantire il riconoscimento dei titoli di studio tra Paesi membri e il riconoscimento al pari dell’istruzione formale delle esperienze maturate in organizzazioni no-profit e simili. Come insegna Mundell, per garantire maggiore mobilità comunitaria degli under 30 in un’Unione europea sempre più integrata, è necessario semplificare la comunicazione e la mobilità dei lavoratori, garantendo una base salariale uniforme, tra le Regioni a più alto tasso di disoccupazione e quelle con domanda di lavoro più elevata, grazie ad un programma europeo apposito quale la European Youth Guarantee.
Infine, per rendere sempre più competitivi i giovani europei è indispensabile innalzare al 6% la voce del bilancio statale ed europeo a favore dell’istruzione (percentuale di PIL prevista dai bilanci dei Paesi con minore disoccupazione). La riduzione dal 14% attuale al 10% dell’abbandono dell’istruzione, innalzando progressivamente l’età della scuola dell’obbligo a 18 anni, si rende necessaria se vogliamo guardare al futuro dei giovani con fiducia nelle loro capacità competitive. Per farlo, in un mondo sempre più globalizzato, non possiamo affidarci alla sola preparazione teorica. Si potrebbe prendere ad esempio il modello tedesco che permette un inserimento nel mondo del lavoro dei giovani rapido ed efficace, basato sul “dual education sistem” che unisce studio ed esperienza pratica in azienda. Oppure quello Austriaco, di orientamento in uscita, che costituisce un modello positivo nei casi di inattività: terminata la scuola dell’obbligo, viene offerta un’opportunità “garantita” dallo Stato di entrare in un programma di apprendistato pubblico e sovra-aziendale.

La crisi economica ha portato l’Unione Europea ad un bivio di fronte al quale può scegliere di spaccarsi o di rafforzare l’integrazione. La European Youth Guarantee vuole essere la soluzione di due problemi: la disoccupazione giovanile e la crisi d’identità europea.

 

Elisa Gambardella
Referente PSE in Italia per la European Youth Guarantee

 

La prima parte dell’articolo la trovate qui

gambardellaelisa@gmail.com
Facebook: Elisa Gambardella

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