Io sogno la Garanzia per i giovani

 

La disoccupazione giovanile non è un concetto astratto: la incontrate tutti i giorni al bar, sull’autobus, sui blog; la riconoscete subito, perché ha gli occhi di chi non sogna più.

 

“La generazione bruciata”: ci definiscono così i mass media, con rassegnazione, come quella che proviamo noi, ogni giorno. Il 40,1% degli Italiani che hanno tra i 15 e i 24 anni non sa più dove andare a sbattere. Anzi sì: all’estero, via da qui dove le prospettive sembrano nulle. La maggior parte dei nostri coetanei ha conseguito un diploma, molti (non abbastanza ancora) la laurea e alcuni anche il dottorato. Tutti abbiamo voglia di dare mostra delle nostre competenze e renderle utili risorse per la società, ma non ci è permesso.
Avere 20 anni ed essere rassegnati, arrabbiati, perché nell’età in cui vorremmo dare respiro a tutte le energie di cui disponiamo; nell’età in cui desideriamo (e dovremmo, in una società che guarda al proprio futuro) progettare il nostro futuro professionale e personale la possibilità di sognare e scegliere liberamente cosa fare nella vita ci è, drammaticamente, negata.
La crisi ci ha rubato i sogni. Ecco perché ho scelto di impegnarmi affinché l’Italia adotti la Garanzia per i giovani: per fare sì che i giovani italiani e di tutta Europa possano tornare a sognare e, quindi, impegnarsi a costruire il proprio domani e dopodomani. Il futuro di questo Paese e dell’Unione europea sarà deciso dalla nostra generazione, con coraggio, ingegno e determinazione, con la tenacia e l’esplosività delle energie tipiche di quest’età.
Ho 22 anni, sono laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche: i miei amici e conoscenti, i miei coetanei tutti sono scoraggiati e spenti, delusi da aspettative che vengono, quotidianamente, con costanza diabolica, tradite e disattese. Anche le energie dei 20enni, però, si esauriscono: accade così che dopo mesi, non di rado anni, in cui si cerca un impiego che sia minimamente compatibile con le competenze acquisite nell’arco di precisi – faticosi e spesso costosi, se paragonati al servizio ricevuto – corsi di studio, ci si alza un mattino e, semplicemente, non si tenta nemmeno di trovare un lavoro. Si rinuncia. E si passa così, inesorabilmente, nella famigerata categoria dei Neet: not in employment, education or training. Significa che non solo non fai nulla, ma non ci provi nemmeno più.

 

Le istituzioni nel frattempo tacciono e i giornali raccontano la tragedia della “generazione bruciata/perduta”. Io però non ci sto e, così come me, sono moltissimi i giovani europei che hanno tutta l’intenzione di disattendere l’etichetta affibbiataci dalla crisi. Soprattutto da quando, finalmente, qualcosa si è mosso: a Febbraio del 2012 gli europarlamentari del Partito Socialista Europeo, infatti, hanno presentato al Parlamento europeo un rapporto sulla disoccupazione giovanile, che non si limitava all’analisi dei dati, ma conteneva anche una proposta ben definita: la European Youth Guarantee.

 

……. Cos’è la Youth Guarantee? Come funzionerà?
 
Lo scopriremo la prossima settimana!

Elisa Gambardella
Referente PSE in Italia per la European Youth Guarantee

 

gambardellaelisa@gmail.com
Facebook: Elisa Gambardella

 

i dati citati sono tratti da pubblicazioni ISTAT per quanto riguarda i dati sull’Italia ed EUROSTAT per quanto riguarda quelli europei.

 

 

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

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