L’anteprima della mostra “Fotografia e parole: il lavoro si racconta”

Nasce la galleria virtuale del lavoro artigiano della Liguria

 

Il Salone ABCD+Orientamenti 2013 ospita la mostra “Fotografia e parole: il lavoro si racconta”.

 

La mostra “Fotografia e parole: il lavoro si racconta” nasce per raccontare la storia del lavoro nella nostra regione.
Le immagini e le parole accostate conducono per mano il visitatore e lo portano a scoprire la storia dei mestieri, che è anche la storia di uomini, dei loro ricordi e, come vuole il titolo della manifestazione 2013, dei loro sogni. 
I 50 scatti del fotografo genovese Paolo De Ferrari costruiscono un percorso tematico ed emozionale che unisce alla carica evocativa dell’immagine le interviste, realizzate dalla giornalista Paola Castellazzo, studiate per raccontare e preservarne nel tempo la storia e la cultura di un lavoro creando così un’ampia panoramica che mette in luce il saper fare.
L’idea è quella di creare un ponte ideale tra passato e presente tramandando la conoscenza degli antichi mestieri, della sapienza artigiana, del lavoro di una Liguria apparentemente lontana e dimenticata:  attraverso le fotografie si cercherà di unire alla memoria la realtà contemporanea e, attraverso le interviste, si offriranno spunti di riflessione molteplici sul diverso approccio al lavoro e alla vita dei lavoratori di oggi e di ieri.
La mostra offre l’occasione di apprezzare l’aspetto creativo e interpretativo della fotografia e della sua capacità di ritrarre ed insieme evocare: così ogni opera è il risultato di una lunga e complessa elaborazione formale che riguarda sia i soggetti ritratti che la loro storia, con un ampio spazio ai primi piani, ai dettagli, ai particolari che mostrano le mani, i luoghi, i volti che sembrano  raccontare, muti, il lavoro.

 

Nasce così la galleria virtuale del lavoro artigiano, che ad ogni uscita della Newsletter mostrerà in anteprima un mestiere, preparando il visitatore alla mostra che sarà allestita negli spazi di Orientamenti senior. L’idea è quella di offrire ai giovani, dopo averli incuriositi e affascinati, la possibilità di “orientarsi” per costruire un percorso formativo e professionale consapevole.

  

“Oggi per i giovani è strategico cercare professioni di nicchia, specializzarsi nei lavori correlati al restauro vero e proprio. Mancano gli intagliatori, i laccatori, i bronzisti, i tornitori, così come i trasportatori di opere d’arte”.
Ugo Buonasorte, restauratore dipinti antichi

“Abbiamo passato vent’anni della nostra vita con le mani nella terra, senza fermarci mai. Ma sono soddisfatto e se tornassi indietro rifarei le stesse scelte. E’ un lavoro che amo”.
Rinaldo Ceresini, agricoltore

 

“Ricordo che mia nonna mi raccontava che i pescatori di Camogli, quando non c’era da lavorare, si trasferivano per tre mesi con le barche nell’isola di Gorgona. Lì c’era un carcere e si diceva che i detenuti vivessero meglio dei pescatori genovesi”.
Simone Gambazza, pescatore

“Quando ero bambino si andava tutti insieme a battere gli alberi e raccogliere le olive, ricordo che ad un certo punto qualcuno iniziava a cantare e piano piano cantava tutta la collina”.
Luciano Galizia, olivicoltore

 

 

“Io scuole non ne ho fatte quindi non si può dire che sono una cuoca, ma Monti e Napolitano mi hanno dato il Cavalierato del Lavoro e a mio marito lo ha dato Pertini nel 1989”.
Antonietta Derudas, ristoratrice

“A chi vuole aprire una gelateria mi sento di dare solo un consiglio: metteteci professionalità e qualità perché se si lavora bene c’è sempre un ritorno. Ma ci deve essere anche la passione, se non c’è, se è solo un lavoro … si sentirà”.
Romeo Ghiotto, gelatiere 

 “Si riesce a fare un solo metro quadrato al giorno ma il lavoro cresce tra le tue mani. Lentamente, faticosamente ma quando finisci lo guardi e sai che è destinato a durare per decenni, forse per secoli”.
Luciano Bonzini, mosaicista

 

 “Questo è uno dei mestieri più completi al mondo. Occorre saper fare di tutto, il sarto, il fabbro, il falegname, bisogna conoscere le ultime tendenze in fatto di moda e tessuti, conoscere gli stili dei mobili per consigliare con gusto, saper lavorare la pelle, le sete, i damaschi e i tendaggi”.
Francesco Carzoglio, tappezziere

 

 “Ci vogliono anni per imparare il vero mestiere dell’erborista, è molto diverso dal lavoro che vediamo in molti negozi della città dove si vendono prodotti finiti”.
Alessandra Marzanti, erborista

 

 “Mancano giovani restauratori, ma anche trasportatori, rivenditori di materiali e specialisti in serrature e dorature”.
Cesare Gobbo, restauratore del legno

 

 “Se dovessi dare un consiglio ai giovani gli direi di ascoltare poco i consigli. Se avessi ascoltato chi mi stava intorno oggi non farei questo mestiere. Ognuno si sente in dovere di dare la propria opinione ma solo noi sappiamo veramente quello che vogliamo. Le cose che riescono meglio sono quelle che abbiamo dentro”.
Emanuela Spera, restauratrice della carta

 

 “Dal 1824 quando il mio bisnonno aprì l’attività, fabbrichiamo orologi da torre. Abbiamo fornito noi l’orologio della Basilica di San Pietro e del Quirinale”. “Le note delle nostre campane suonano in tutto il mondo. In Italia facciamo soprattutto restauro, mentre quelle nuove le mandiamo alle chiese cattoliche dei missionari in Brasile e in Argentina e alle chiese ortodosse in Macedonia e in Romania. Anche a San Pietroburgo scandiscono il tempo le nostre campane”.

Giorgio Trebino, costruttore di orologi per torri e campane

 

“I primi ricordi di questo lavoro risalgono a quando avevo 9 anni e facevo la IV elementare. Finita la scuola, nei periodi di vacanza, andavo in un panificio vicino a casa, in cui lavorava come panettiere mio fratello, a prendere i sacchetti del pane per fare le consegne a domicilio: perché una volta il pane si portava di porta in porta”.

Lorenzo Giangreco, panificatore

Avevo 7 anni quando mio padre mi disse di scegliere un mestiere. In paese c’erano un calzolaio, un sarto e un falegname che potevano prendermi a bottega. Scelsi di Fare il sarto e, da subito, fin dal primo sorgetto (orlo), mi innamorai di questo lavoro”.

Domenico Piscitelli, sarto

 

“Un giovane che vuole fare questo mestiere deve essere disposto a fare dei sacrifici, a studiare e a viaggiare. In Europa, in particolare in Francia e in Inghilterra, cercano giovani apprendisti del restauro”

Alberto Giordano, liutaio 

 

 

Si ringraziano per la collaborazione: Agenzia Liguria Lavoro, Camera di Commercio di Genova, Confartigianato Genova, Cna Genova, Confcommercio Genova, Coldiretti Genova, Confesercenti Genova, Lega Coop Liguria.

 

 

 

 

  

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

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