Museo Nazionale Archeologico della Valcamonica – Cividate Camuno (BS) – Lombardia

   
 

La Valcamonica conserva uno straordinario patrimonio archeologico di età romana che può costituire ideale completamento allo studio del vasto e complesso processo di romanizzazione dell’Italia settentrionale e delle modalità di organizzazione e sfruttamento romano del territorio alpino.
I Camuni, una delle tanti popolazioni alpine, furono coinvolti nelle campagne augustee di conquista dell’arco alpino sul finire del I secolo a.C. Il processo di integrazione nel mondo romano fu rapido e pacifico: nel giro di pochi decenni essi furono organizzati in una civitas e poi in res publica, con autonomia amministrativa e politica.
A Cividate Camuno, antica Civitas Camunnorum, si trova il Museo Nazionale Archeologico, dove sono conservati i reperti di età romana dalla città e dal territorio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

COSA POTRAI VISITARE NEL MUSEO?

Il Museo consente di approfondire i diversi aspetti della vita quotidiana romana: nella prima sala si può scoprire come si viveva in un città romana. Potrai vedere i pavimenti a mosaico dalle terme della città, colorati affreschi dalle domus di ricchi cittadini, epigrafi che riportano il nome degli antichi abitanti della valle e frammenti architettonici monumentali che testimoniano la presenza di edifici pubblici.
Nella seconda sala si trovano i materiali dal santuario di Minerva scoperto a Breno, con la maestosa statua di culto della divinità, di fronte alla quale è esposta una statua maschile trovata nel foro della città romana, raffigurante probabilmente un giovane principe della famiglia imperiale.


Nella terza sala sono conservati i corredi dalle necropoli della città e del territorio, che raccontano molto degli antichi abitanti della valle: attrezzi da lavoro, monete, gioielli, specchi e persino due scatoline per i cosmetici delle donne. 


Poiché si credeva che i morti continuassero a vivere anche dopo la morte, nelle tombe venivano collocate le  lucerne -piccole lampade a olio- per illuminare il cammino nell’aldilà e cibo e bevande.

 

Nelle vetrine potrai vedere piatti, olle (pentole) e boccali, e persino una bella borraccia di ceramica.
C’è persino un gruzzoletto di monete d’oro, tesoretto trovato in una tomba in epoca tardoantica, che qualcuno ha nascosto in un momento di difficoltà

 

LO SAPEVI CHE …?

- Anche in età romana in area alpina le abitazioni più semplici potevano essere di pietra e di legno?
Al Museo di Cividate si trovano i materiali di una casetta in uso fra II e I secolo a.C. scoperta a Pescarzo di Capo di Ponte, con un vano seminterrato in pietra e un alzato in legno. La casa è stata distrutta in antico da un violento incendio che ha sigillato tutto quello che vi era all’interno. Si sono conservati persino la porta in legno di larice e i resti di una gerla! Incredibile ma vero, vieni a vedere! 
La gerla, antica versione dell’attuale zaino a spalla, è una cesta a forma di tronco di cono rovesciato, aperta in alto, usata per trasportare materiali vari, compreso il cibo; è munita di due cinghie, fettucce o spallacci di fusti di nocciolo per poter essere portata sulle spalle.

- Il carcer permetteva l’ingresso degli animali feroci nell’anfiteatro mediante un sistema di ingresso a doppio corridoio, con pali passanti entro fori ricavati in pietre infisse in verticale. I pali venivano sfilati dagli inservienti senza contatto con gli animali.

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Lo sapevi che puoi fare una gita di un’intera giornata?
In un’intera giornata puoi fare una interessante gita, usufruendo di un bel percorso pedonale lungo fiume per visitare tre siti: il Museo Archeologico Nazionale, il Parco del Teatro e dell’Anfiteatro in Cividate Camuno, ed il Parco ed il Santuario di Minerva a Breno, se poi ti organizzi con la bicicletta…. il divertimento è assicurato!

Partendo dal museo di Cividate Camuno puoi raggiungere facilmente l’area archeologica con resti del foro in via Palazzo e il Parco Archeologico del Teatro e dell’Anfiteatro Romani.  Il Parco degli edifici da spettacolo offre un bellissimo spaccato della città antica, permettendo di approfondire l’affascinante tema dei giochi e degli spettacoli in età classica: si conservano un teatro, visibile per un terzo del totale, un anfiteatro, interamente riportato alla luce nelle strutture perimetrali e alcuni ambienti di servizio, fra cui delle piccole terme e un sacello.  Uno dei punti più belli del parco è il carcer, l’ingresso per gli animali feroci.
Arrivato a Breno, puoi visitare il Parco Archeologico del Santuario di Minerva. Il sito, frequentato ininterrottamente dal VI sec. a.C. alla fine del IV sec. d.C., rappresenta uno straordinario esempio di continuità di culto e offre molteplici spunti di approfondimento didattico.
Il santuario, un edificio monumentale ad ali porticate con pavimenti a mosaico e vivaci affreschi alle pareti, fu costruito in età augustea su un precedente indigeno, in un luogo naturalistico assai suggestivo, vicino al fiume Oglio, a ridosso di una rupe attraversata da grotte e sorgive naturali.
Le particolari caratteristiche del luogo suscitarono negli abitanti della media valle fin dall’età del Ferro una forte impressione di sacralità e un senso di mistero. A sporadiche frequentazioni a partire dall’età del Ferro seguì una prima sistemazione dell’area intorno al V secolo a.C., con la realizzazione di recinti e grandi altari in pietra, su cui si accendevano roghi votivi.
Con la romanizzazione del territorio in età augustea venne eretto un edificio dedicato a Minerva, che ereditò e interpretò i caratteri della divinità indigena, una dea femminile, legata all’acqua e alla natura del luogo. Il santuario fu frequentato fino alla fine del IV secolo d.C., in concomitanza con la cristianizzazione del territorio.

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SERVIZIO EDUCATIVO:     Anna Maria Fedeli – Serena Solano
INDIRIZZO:     via De Amicis 11 – 20123 MILANO
N. TELEFONO:     02.89400555 (Sede Milano) – 0364.344301 (Museo)
       SITO INTERNET:     www.archeologica.lombardia.beniculturali.it

 

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