Inquietante e molto bello, così descriveva il Parco lo scrittore, poeta e drammaturgo David Herbert Lawrence. Il Parco di Vulci incanta e crea stupore. A prendersi cura di questo territorio così particolare, una fondazione: la Fondazione Vulci.

 

La Fondazione Vulci è una Fondazione di partecipazione che vede quale socio fondatore e promotore il Comune di Montalto di Castro.
La Fondazione non ha scopo di lucro e persegue il fine di programmare, promuovere e realizzare le iniziative per la conoscenza, la formazione e lo sviluppo della cultura in genere, quale contributo alla crescita della collettività, nonché alla promozione del territorio in tutte le sue forme su scala nazionale e internazionale.
Dal 1° gennaio 2016 diviene Ente gestore del Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, provvedendo al recupero, tutela, valorizzazione, manutenzione e gestione del patrimonio archeologico, naturalistico e culturale dell’area in oggetto.
La struttura è dotata di risorse interne specializzate per ricoprire l’intera filiera di lavoro in quanto, oltre all’ordinaria attività di gestione e manutenzione del Parco, provvede autonomamente al recupero, al restauro ed alla valorizzazione del materiale archeologico rinvenuto.

I laboratori di analisi e diagnostica

I laboratori di Analisi, Diagnostica e restauro del Parco Archeologico di Vulci si trovano nel centro storico di Montalto di Castro, in un ex granaio ristrutturato, sono distribuiti su due piani e occupano una superficie di 400 metri quadri, al primo piano si trovano il laboratorio di analisi e diagnostica, mentre al secondo c’è quello di restauro.
La funzionalità della struttura, specializzata nel restauro e nella conservazione di beni archeologici mobili e immobili, deriva soprattutto dalla stretta connessione operativa tra l’unità diagnostica e quella di restauro. Le indagini, volte all’individuazione delle caratteristiche e del degrado dei materiali antichi, sono propedeutiche all’elaborazione del progetto di restauro e alla realizzazione dell’intervento. I due laboratori realizzati nel 1995 con criteri moderni e con strumentazioni ad alto valore tecnologico, conservano ancora oggi, grazie alla continua manutenzione e aggiornamento delle strumentazioni, questo carattere di eccellenza nel settore della conservazione archeologica.