Uno studente su due è influenzato dai genitori nella scelta dell’università

Fondamentali in tempo di crisi anche gli aspetti economici.

Uno studente su due è influenzato nella scelta della facoltà universitaria, dai genitori. Lo rivela un’indaginecappello dell’Associazione Donne e Qualità della Vita. Secondo i dati Istat del 2012, sono soprattutto le donne a decidere di proseguire gli studi nel post maturità e a portare positivamente a termine il percorso iniziato all’università (il 37,8 di chi acquisisce un titolo di istruzione terziaria è donna, gli uomini sono il 25,5 per cento).  
 
Dalla ricerca, svolta su circa 1500 studenti liceali di entrambi i sessi, emerge che al primo posto ci sono le attitudini culturali dello studente (31%), al secondo posto i risultati scolastici conseguiti al liceo nelle differenti materie (19%), al terzo l’esempio di un familiare, fratello o zio (17%), al quarto posto influenzerebbe la scelta l’offerta logistica e il modus vivendi che si trova nella città sede dell’università prescelta (15%), al quinto posto il valore del quadro docenti dell’università di destinazione (8%); tra le ultime voci la curiosa indicazione che sarebbe la casualità a determinare la scelta finale (5%).  
 
Ad influenzare i giovani al primo posto sono ancora i genitori: ben il 47% degli studenti, uno su due, infatti ammette di essere «mammone» e di voler decidere insieme a mamma e papà la soluzione migliore, influenzato anche dagli aspetti economici rilevanti in tempo di crisi. Al secondo posto gli amici (23%), con i quali il confronto è serrato e approfondito, il 21% sceglie invece di affidarsi al cuore ed è influenzato nella propria scelta dalle indicazioni o suggerimenti del proprio fidanzato o fidanzata. Solo un residuo 5% si affida alle indicazioni e suggerimenti dei propri professori del liceo.  
 
Circa il 32% degli intervistati, è ottimista sulla possibilità di impiego post laurea. Ben il 21% è invece pessimista e non crede, dopo la laurea, di poter trovare lavoro in Italia. Il 15% è convinto di dover sostenere ulteriori specializzazioni, mentre il 7% è dell’idea che dovrà seguire dei corsi di perfezionamento o master all’estero. Infine un 5% vede nerissimo ed è addirittura convinto di non riuscire a terminare gli studi.
 
La ricerca ha inoltre indagato quali siano i fattori esterni alla famiglia e alle conoscenze che influenzino e condizionino maggiormente le scelte delle facoltà. Il 21% degli studenti ha indicato nei social network e nella rete la propria miglior fonte di notizie e indicazioni universitarie, un 19% ha ammesso di essere influenzato dalla pubblicità e dalla «nomea mediatica» dell’ateneo, il 16% invece indica nella reputazione e notorietà dei rettori un elemento fondamentale di scelta, il 12% indica come determinanti per la scelta le strutture dei corsi e le tipologie di esami proposte dagli atenei.
 
Per quanto riguarda le aspettative dall’università il 31% degli studenti ha risposto un’opportunità di miglioramento economico, il 25% spera in una crescita culturale utile al lavoro, il 13% considera l’università come un’opportunità di accrescere le proprie conoscenze personali, il 9% considera l’iter studiorum come un mezzo per aiutare economicamente la propria famiglia mentre un «pragmatico» e «godereccio» 8% si aspetta di conoscere l’anima gemella tra i banchi dell’aula magna o durante i quarti d’ora accademici.

(16 luglio 2013 – www.lastampa.it/cultura/scuola)

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