Intervista a Valentina Caratto – Green Modelling Italiagmi

CarattoValentina[1]Valentina Caratto ha trent’anni, una laurea in Chimica Industriale, un dottorato di ricerca in Scienze e tecnologie dei materiali. Da gennaio 2012 è vice presidente della GREEN MODELLING ITALIAGMI , Spin-Off genovese che si occupa di “ inertizzazione di fibre di amianto”.

Parliamo della GREEN MODELLING ITALIAGMI che si è sviluppata nell’ambito del progetto Spin-Off dell’Università degli Studi di Genova. Come è nata la vostra idea?
L’idea imprenditoriale nasce da una collaborazione tra giovani ricercatori con competenze differenti in ambito chimico, biotecnologico e ambientale, che si sono proposti di mettere a disposizione le proprie conoscenze culturali ed accademiche per soddisfare le esigenze di aziende private ed enti pubblici in relazione alle sempre più restrittive normative in ambito ambientale, alimentare ed energetico.

In cosa consiste esattamente?
L’Università degli Studi di Genova ha concesso a GREEN MODELLING ITALIAGMI la licenza esclusiva per lo sfruttamento commerciale del brevetto “Metodo e apparato per l’inertizzazione di fibre di amianto” e in particolare per la fabbricazione, produzione, distribuzione, uso, vendita, importazione della tecnologia oggetto del brevetto. Questo brevetto è alla base del progetto LIFE 12 ENV IT 000295- LIFE FIBERS, promosso dalla Comunità Europea, che ci permetterà di realizzare quei prototipi che sono necessari per poi arrivare al brevetto. Solo a quel punto la GMI potrà occuparsi della commercializzazione.

Quali sono i suoi ambiti di attività?
La società inoltre propone servizi di consulenza integrati, assistenza tecnica step-by-step, analisi chimiche, fisiche e microbiologiche, corsi di formazione e divulgazione, supporto alla stesura di progetti nei settori inerenti il monitoraggio, l’igiene, la prevenzione e la sicurezza industriale ed ambientale, la sicurezza alimentare, la consulenza energetica integrata. GMI ha ottenuto nel 2013 due finanziamenti MIUR nel settore della diffusione della cultura scientifica.

In cosa consistono esattamente?
Il primo è “Il movimento umano, le microalghe e i rifiuti: fonti di energie rinnovabili poco conosciute e sfruttate; percorsi scientifici per la formazione e la sensibilizzazione dei ragazzi in età scolastica”, in sintesi si tratta di laboratori pensati per studenti della scuole elementari e medie inferiori sulle fondi di energia rinnovabili non convenzionali. Questi laboratori sono stati presentati lo scorso anno al Festival della Scienza mentre quest’anno li faremo a Palazzo Verde, uno a fine gennaio e uno a fine marzo. Il laboratorio sul movimento umano ci ha visti invece impegnati al Festival della Scienza, in collaborazione con il Genoa Calcio. Un successo con oltre 700 bambini iscritti.
Il secondo progetto “Il museo di chimica: dal passato al futuro attraverso il laboratorio” nasce in collaborazione con il Dipartimento di chimica per la riqualificazione del Museo di Chimica. La GMI creerà un gioco interattivo per le scuole che quindi uniranno alla visita al museo la possibilità di svolgere interessanti attività quali ad esempio l’approfondimento di tematiche quali la chimica del carbonio, azoto, ossigeno e fosforo: i cosiddetti mattoni della vita stessa.

Tra le forme societarie di uno spin off si prevedono solo le S.p.A e S.r.l. Voi però rappresentate un’eccezione.
Siamo l’unico Spin-off cooperativo perché ci siamo costituiti quando era quasi chiuso il primo progetto UNI.T.I., a cui quindi non siamo riusciti a partecipare, ed eravamo già costituiti in società da più di un anno quando hanno aperto il secondo UNI.T.I. Ci è stato quindi consigliato di creare una cooperativa. Siamo 10 soci, 9 persone fisiche (un professore, e 8 tra dottorandi e assegnisti) e una società, la Servizi Industriali Genova Sige, che è anche il nostro sovventore.
Lo Spin off è una realtà imprenditoriale hi-tech il cui core business si basa sulla valorizzazione commerciale dei risultati della ricerca scientifica e tecnologica.
Il nostro core business attuale è legato alla divulgazione scientifica che facciamo nelle scuole grazie ai progetti nati dalla collaborazione con il Miur e con l’Unicef. Per la parte hi tech saremo attivi solo quando il brevetto sarà vendibile quindi, presumibilmente, solo tra tre anni quando sarà terminato il progetto Life e avremo concluso la sperimentazione.

A quali tipi di incentivi (giuridici, finanziari, organizzativi) avete diritto in quanto spin off e quanto sono essenziali?
Il più grande vantaggio è legato alla disponibilità e utilizzo degli spazi del Dipartimento di Chimica che ci ospita. Senza non avremmo la possibilità di lavorare perché ci servono i laboratori e la strumentazione per portare avanti il progetto LIFE FIBERS. Anche la possibilità di usare il logo dello Spin Off è importante perché significa presentarsi all’esterno come realtà legata all’Università degli Studi di Genova. Siamo inoltre una start up innovativa secondo quanto previsto dalla Camera di Commercio.

Chi ha una valida idea imprenditoria innovativa nel settore quale strada deve prendere per poter accedere ad uno spin off?
Occorre preparare un business plan e contattare l’ufficio Spin Off e aspettare che la Commissione, il Senato Accademico e il Consiglio di Amministrazione decidano. A quel punto si può costituire la società. Oppure fare come noi che abbiamo prima creato la società e poi presentato il progetto. Il consiglio è comunque quello di prestare la debita attenzione agli aspetti fiscali.
Paola Castellazzo

Le presenze del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, del MIBACT e del MIUR ad ABCD

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